Gli sfollati contestano i 4 accessi contemporanei per palazzo anziché 3. Gambino: “Risparmiano i genovesi”
<Restano immutate le condizioni: 6 persone per appartamento per 5 ore con un mezzo. Visti i numeri, quasi dimezzati rispetto alla prima tornata, abbiamo concentrato tutto in un giorno e mezzo anziché in 2>, ma gli sfollati parlano di <mancato rispetto degli accordi>, <retromarcia>, <condizione capestro> e accusano Tursi di <rimangiarsi tutto>. E la nuova polemica è servita

Franco Ravera 
Sergio Gambino
Da una parte uno dei portavoce dell’Associazione degli sfollati, Franco Ravera, che sulle pagine di Repubblica online accusa il Comune di <non rispettare gli accordi presi col sindaco Bucci> per gli ultimi accessi nelle ex case prima della demolizione, dall’altra, nel mirino, Sergio Gambino, consigliere delegato alla Protezione Civile, che in questi mesi ha gestito tutta la partita dei rientri. Abbiamo chiesto a lui in cosa consista la difformità rispetto agli accordi contestata dagli sfollati. <Nel solo fatto – spiega – di accorpare le minori richieste (rispetto alle 113 della prima tornata, a inizio settimana, solo 84 di cui 14 al Campasso che ha accesso diverso, quindi 70 in via Porro, quasi la metà n.d.r.) contenendo così le operazioni in un giorno e mezzo anziché in due facendo salire in ogni palazzo, contemporaneamente, 4 gruppi di aventi diritto anzichè tre. Questo perché gli accessi hanno un costo ed essendo diminuita la quantità di persone che hanno chiesto di entrare rispetto all’ultima volta, avendo inoltre preso atto del fatto che delle 6 persone concesse in media ne accedono in realtà solo 3 per appartamento, non c’è ragione di fare spendere più soldi del necessario alla collettività, a tutti i cittadini genovesi>.
Il personale impegnato per ogni turno consiste in cinque o sei vigili del fuoco (un costo per il Comune), sette agenti di polizia locale in straordinario domenicale, un’ambulanza che costa circa 30 euro l’ora, l’auto medica, i cinque addetti della protezione civile, più i volontari, che il Comune non paga, ma che già moltissimo hanno fatto in tutti questi mesi, dal crollo del ponte a oggi, e che dovrebbero prestare servizio la domenica pomeriggio.
È vero, come dice Ravera a Repubblica, che il Comune si è <rimangiato tutto>? In cosa consiste il “tutto”? <Abbiamo agito come il buon padre di famiglia – risponde Gambino -. Abbiamo solo aumentato il numero di accessi contemporanei da 3 a 4, tenendo conto del fatto che stavolta, oltre all’ingresso al Campasso, ci saranno due ingressi – a nord e sud di via Porro – e non uno come la volta scorsa e che la media delle persone che accedono per ogni gruppo è di 3 contro le 6 ammesse. Non viene sforato il numero massimo delle persone che entrano contemporaneamente, non si forzano le misure di sicurezza contrariamente a quanto dichiarato dagli sfollati, ma si risparmia mezza giornata e tanti soldi dei cittadini genovesi. Gli accessi saranno sabato mattina e pomeriggio e domenica mattina. Gli sfollati che vedono le ore di accesso concesse immutate, mantenendo l’assistenza psicologica di soccorso, il trasporto in carrozzina per gli anziani, l’ambulanza e l’auto medica. Solo che gli accessi saranno 4 anziché 3 contemporaneamente. Pensavamo, è vero, di accorparli in una sola giornata, ma siamo andati incontro all’Associazione che non ha accettato questa soluzione> e alla quale l’aumento degli accessi contemporanei da 3 a 4 sembra una condizione <inaccettabile>. Ravera dichiara che <a Tursi si sono rimangiati tutto> nonostante il numero di ore e le condizioni di accesso con un mezzo e 6 persone siano invariate. Cambia solo, sostiene il consigliere delegato, che per ognuno dei palazzi (i civici 5, 11 e 6A di via Porro e dei civici 39 e 41 di via del Campasso) entreranno contemporaneamente 4 e non 3 gruppi di aventi diritto all’ingresso negli appartamenti. E da qui a parlare di <traslochi tagliati>, <mancato rispetto degli accordi>, <retromarcia> e <condizioni capestro>, secondo Gambino, il passo è molto lungo. È ancora Gambino ad assicurare che <la sicurezza non è a rischio, ma è invece garantita>.


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